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UN ORTO PER CRESCERE di Francesca Pierpaoli
Si apprende il ciclo delle stagioni, ovvero quando frutta e verdura sono pronti per essere consumati, si impara a conoscere la terra e i suoi frutti e poi si può anche cucinare tutti insieme i “prodotti” del lavoro. L'orto ha, quindi, un grande valore educativo e si può fare sia in casa – per chi ha un giardino o un terrazzo – che a scuola.
Piantare e crescere alcuni dei suoi vegetali preferiti può essere davvero gratificante e divertente per un bambino, ma deve anche sapere cosa può fare “dopo” con i prodotti dell'orto. Ad esempio, dopo che ha coltivato delle patate, può imparare come si pelano, come si tagliano e si cucinano: bollite, fritte, al vapore e così via. Stesso discorso per le fragole: il bambino deve sapere come coglierle senza rovinare la pianta, come tagliarle in quarti e condirle con un po' di zucchero e limone. Uno dei legumi più semplici da coltivare e preparare sono i piselli: si piantano all'inizio della primavera e si raccolgono a giugno: oltre al divertimento di aprire insieme i baccelli, offrono tanti modi di essere cucinati: in insalata, passati, al vapore. Si può anche preparare un gustoso purea, da spalmare sul pane.
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Contadini nelle scuole La coltivazione di un orto scolastico é un’attività adatta a sviluppare la consapevolezza delle connessioni, dei principi di base dell’ecologia profonda e del pensiero sistemico. È il luogo ideale per riportare “i massimi sistemi qui sulla Terra”: in un orto, coltivando la terra, cercando di ottenere da essa il nutrimento, siamo posti di fronte alla nostra realtà più profonda di esseri che dipendono completamente dall’ecosistema di cui fanno parte e dalle sue buone condizioni di salute. Purtroppo i nostri ragazzi oggi molto spesso rischiano di perdere, insieme ai legami con il territorio e al rapporto con le stagioni, il valore e la sacralità della terra, il significato stesso del cibo che da essa viene tratto e il senso della comunità, dello “stare insieme per”, ormai distante anni luce dallo stile di vita dell'odierna famiglia nucleare. |
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| Bambini di una scuola preparano un orto | |||||||||
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Mai come oggi è invece importante e urgente trasmettere alle nuove generazioni, attraverso il “conoscere, sperimentare, utilizzare e riciclare”, il senso dell’interdipendenza uomo/natura, la circolarità delle relazioni nell’ecosistema, arrivando a sviluppare una vera e propria coscienza ecologica.Ecco, allora, che sempre più scuole organizzano il proprio orto, facendo seguire ai bambini tutte le fasi: la preparazione della terra, la semina, la cura e la pazienza nell'aspettare che arrivino i frutti. Un piccolo consiglio di inizio stagione: la scelta degli ortaggi da coltivare segue un criterio che deve soddisfare alcune esigenze particolari. Infatti la fine dell’anno scolastico, a giugno, la difficoltà di seguire gli orti nella stagione estiva e il desiderio dei bambini di raccogliere i frutti del loro lavoro portano a prediligere coltivazioni primaverili come fragole, basilico, le bietole, le lattughe e le patate primule. E così via. |
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| Il momento della raccolta | |||||||||
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C'è ANCHE L'ORTOTERAPIA
Dedicarsi alla coltivazione e cura delle piante, lavorare in un contesto naturale, con materiali naturali, creando manufatti artigianali e sviluppando il proprio senso artistico, favorisce il superamento di blocchi emotivi ansia, stress e disagio, facilitando il recupero di un proprio equilibrio psico-fisico. Ecco che, quindi, la coltivazione dell'orto diventa un metodo per affrontare e curare vari problemi come:
- minori seguiti dai
servizi socio-educativi territoriali gestiti da cooperative sociali
e dai servizi sociali dei Comuni; Obiettivi principali dell'ortoterapia:
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