Alina

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Alina ha 4 anni e viene da una piccola città dell’Ucraina, da un contesto difficile. A causa di una malattia congenita i suoi muscoli non si sono formati e le sue articolazioni sono rigide. Dipende in tutto e per tutto da chi la accudisce. Non piega le braccia, né le mani, né le dita. Non cammina e riesce a stare in piedi a fatica, solo sostenuta.

Due anni fa i servizi sociali l’hanno affidata a un istituto religioso, perché la famiglia non era in grado di occuparsene. Alina ha un’intelligenza viva e un grande desiderio di autonomia. Ha trovato le sue soluzioni per spostare qualche oggetto con le braccia o per disegnare tenendo il pennarello con la bocca. Ma sogna di camminare.

Alina è arrivata alla KIM nel novembre 2017, accompagnata da una giovane suora che le fa da mamma e la assiste con amore e pazienza.  Oggi, i medici dell’ospedale Bambino Gesù di Roma sperano che possa riuscire a camminare da sola. Le prime operazioni per piegare i suoi piedi in modo da creare un appoggio sono andate bene e, quando è ripartita per tornare nel suo Paese, quest’estate, ci ha lasciati pieni di speranza. Il percorso sarà però lungo e complesso e si chiarirà solo durante la crescita.

Alla KIM Alina si era ambientata, facendo amicizia con gli altri bambini e imparando le prime parole di Italiano. Presto tornerà qui per nuovi controlli. Aspettiamo di riabbracciarla, ansiosi di vedere i suoi progressi.