Anna Maria

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Anna Maria Pacelli è la “pediatra della famiglia Kim” nel senso che la possiamo trovare, senza orari e senza appuntamenti prefissati, aggirarsi a suo agio nella casa, proprio come una componente di un nucleo familiare.

«Ogni giorno vissuto in questa casa è una esperienza nuova con gioie, sofferenze, successi e sconfitte – ci ha detto dopo aver scambiato due chiacchiere con una mamma – quando passo nel pomeriggio e i bimbi sono tornati dai controlli in ospedale, basta aggirarsi un po’ tra le mura di casa e osservare i volti delle madri per capire se le cose sono andate bene o male.
Raccontare della mia attività di medico volontario alla Kim mi fa ripercorrere una vita dedicata ai bambini e alla medicina e quindi ad un percorso e ad una passione lineare nel tempo – continua Anna Maria – perciò posso affermare che queste scelte hanno preso forma quasi naturalmente. Sicuramente devo molto alla mia formazione e al mio impegno giovanile negli Scout con i giovani disabili e quindi anche al percorso di Fede.
Vogliamo parlare di vocazione? Nella missione del medico questa componente esiste, se poi vogliamo aggiungerci anche che sono cresciuta in un periodo in cui si voleva cambiare il mondo, il cerchio si chiude!
Quindi non so dire precisamente quando è nata la mia storia con la KIM perché già da prima che questa realtà si insediasse nell’attuale comprensorio, Paolo (oggi presidente della Kim) e Berna (oggi Vice Presidente della Kim) e gli altri volontari mi portavano i bambini da visitare in studio, complice il coinvolgimento e la frequentazione dell’Agesci. Altra casualità, forse, è che abito molto vicino all’Associazione e quindi da circa tredici anni è diventata un po’ la mia seconda casa! Posso venire tutti i giorni o una volta a settimana, o semplicemente quando mi chiamano, non ci sono regole, spesso vado anche solo per fare due chiacchiere.

Tornando alle mia esperienze di vita, alcuni periodi di difficoltà personali e un servizio preciso con l’Agesci detto dei “Foulards Blancs” – un settore che prevede l’accompagnamento dei malati in pellegrinaggio al Santuario di Lourdes – hanno consolidato e rafforzato la mia dedizione verso i più deboli.
In realtà negli anni ho prestato, sempre come volontaria, la mia attività professionale anche in altre associazioni come “Africa Milele” e “Pediatria per l’emergenza” con le quali sono stata spesso in Africa. Con queste abbiamo realizzato un Dispensario, un piccolo ospedale con una sala parto sull’isola di Kadaina in Kenia, e “Pediatria per l’emergenza” si è presa l’onere di ristrutturare il dipartimento materno infantile dell’ospedale di Malindi. E qui si intrecciano le storie e le sinergie tra associazioni.
In queste ripetute missioni – tanto per citare qualche breve storia – ho conosciuto Pendo, una bimba cardiopatica di due anni la cui unica salvezza era venire a Roma. Ospitata dalla Kim con il papà è stata operata al Bambino Gesù. Sono andata a trovarla dopo sei mesi dall’operazione nel suo villaggio nel Kenia, ora sta bene e frequenta la scuola. Oppure Kedo, cinque anni nigeriano, accompagnato dal papà, è venuto anche lui a causa di una malformazione intestinale. E così anche Brenda, una bimba cardiopatica di otto anni, e Gedeon, dieci anni cardiopatico. Ragazzi che non sarebbero sopravvissuti se non avessero avuto la possibilità che li facessi curare a Roma.
Il lavoro nella Kim lentamente è andato crescendo ed è un servizio in continua trasformazione perché cambiano le persone, i ragazzi, le esigenze e i rapporti umani. Le famiglie si affidano completamente a noi e farò il possibile per non deludere le loro speranze e la loro fiducia».

Anna Maria Pacelli è medico pediatra in una ASL di Roma e pediatra volontaria per l’Associazione KIM. Il suo contributo comprende anche la prima fase di valutazione dei casi clinici per le richieste di aiuto e per il ricovero negli ospedali di riferimento. Cura i contatti con i medici degli ospedali e garantisce un’assistenza ai problemi quotidiani.