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COME SI PUO'LASCIARE IL SEGNO ANCHE A DISTANZA DI DECENNI

di Gianni Villa Multedo (Fondazione Bellincampi onlus)

  Una grande foto a colori fa bella mostra di sé nel salone del Centro Bellincampi – Casa di Kim. E’ la foto di Padre Bellincampi, chiamato da noi tutti in modo affettuoso, Padre Be’. Il suo sorriso e il suo sguardo trasmettono simpatia, bontà, amore. Guardandola, si ha come la sensazione di sentirci abbracciati da un padre che ci vuole bene. Certamente, questa sensazione e’ più forte in chi lo ha conosciuto, ma credo che debba e possa essere avvertita da tutti.

  Padre Be’ è stato un sacerdote gesuita che ha dedicato la vita – oltre che al Signore – ai giovani sia in parrocchia (San Roberto Bellarmino), che a scuola dove insegnava (San Gabriele e Convitto Nazionale), ma soprattutto negli scouts. Infatti, nel Giugno del 1944 – appena Roma fu liberata dalla morsa dei tedeschi – fondò due Gruppi Scout: il Roma 39 e il Roma 28, Gruppi che procedettero appaiati fino al 1951. Successivamente, Padre Be’ si dedicò al solo Roma 39 che seguì con infinito amore fino al 1967, quando fece ritorno alla Casa del Padre.

  Padre Be’ ha lasciato a quelli che oggi sono i suoi ex-ragazzi una grande eredità : il senso del servizio verso il prossimo e, in particolare, verso i giovani, i più deboli, i meno fortunati ed è per questo motivo che, a distanza di più di quaranta anni dalla sua dipartita, alcuni di quei sui ex-ragazzi stanno cercando – attraverso la Fondazione che porta il suo nome – di seguirne l’esempio.

  Ma cerco di spiegare come sia possibile che il suo ricordo sia ancora così vivo e possente.

  Padre Be’ non è stato un “personaggio”, un “potente”, una persona dedita ad “atti eroici”, un “santo”. No, amici, è stato solo un Padre per tantissimi giovani – soprattutto scouts – che hanno avuto la fortuna di conoscerlo e  di vivere assieme a Lui i momenti più belli della giovinezza.

  Un Padre che era il punto di riferimento, la boa cui aggrapparsi nei momenti di difficoltà, l’amico con il quale condividere i momenti di gioia e anche di tristezza, il faro che tante volte ha permesso di ritrovare la strada smarrita. La persona che non ha mai rifiutato nessuno, ma che tutti accoglieva.

  Ma, soprattutto, era un uomo che amava i giovani che conduceva come un Pastore, con un amore che lo portava – nello stilare il suo testamento spirituale – a scrivere: “Offro la mia vita per la perseveranza nel bene di quei giovani che la Provvidenza mi ha affidato”.

  “Un angelo custode fra le tende” (dal titolo della sua biografia scritta dal Pierluigi Natalia) perché conducendo nei Campi estivi , nel corso degli anni, centinaia di ragazzi riusciva ad avvicinarli al Buon Dio, grazie anche al miracolo della natura vissuta nei luoghi più incantati delle Alpi.

  Per dare un quadro completo di chi fu Padre Be’ non basta certo una pagina, ma mi auguro di aver aiutato a comprendere perché quella foto e, ovviamente, il suo ricordo continuino a suscitare in chi gli ha voluto bene ancora tanta emozione.

 

Associazione Kim onlus  Volontari per i minori in difficoltà - Sede legale : Via di Villa Troili, 46  00163 Roma - Segreteria  Tel/Fax. +39 06 66514479 Lunedì - venerdì :ore 9.00-14.00