Convegno di Moby Dick

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Anche l’Associazione KIM è stata invitata a riportare la sua esperienza durante il Convegno intitolato  “La relazione di cura e…cura della relazione”, organizzato il 31 gennaio e il 1° febbraio 2019 in occasione del trentesimo anniversario di Moby Dick Onlus. Una platea di medici, infermieri, psicologi, operatori che, a diverso titolo, hanno a che fare con chi si trova a combattere contro il cancro. Un tema – come è stato sottolineato – che troppo spesso non fa parte del percorso formativo del personale sanitario. Quando, invece, conoscere che cosa accade ad una persona (ed a una famiglia) all’impatto con una patologia grave che evoca la morte, dovrebbe essere alla base della relazione di cura. Umana e professionale. “Da anni – ha spiegato Maurizio Cianfarini, Presidente di MobyDick  – cerchiamo di promuovere in ambito sanitario un approccio che ponga la persona al centro dell’intervento; che aiuti a vedere l’altro non solo come organo malato o numero di cartella clinica; che testimoni l’attenzione alla “cura” dell’altro, all’importanza di “stare” nella relazione piuttosto che di “fare” nella relazione”. Per tutto questo è fondamentale che anche il mondo del volontariato sia correttamente formato. Per aiutare il volontario a stare nel dolore e nella sofferenza con la giusta vicinanza. A stare nel lutto che colpisce una famiglia, senza trasformarlo in un “suo “ lutto.

Proprio su questi temi si è concentrato Paolo Cespa, Presidente dell’Associazione KIM, nel suo intervento Oltre l’emergenza. Dall’accoglienza alla tutela: incontro, ascolto, relazione. “Iniziammo 22 anni fa – ha raccontato Cespa – con l’idea precisa di attivarci per organizzare un’accoglienza concreta. Strutturare un luogo ove i bambini malati e le madri potessero alloggiare, mangiare … insomma potessero disporre di ciò che avrebbe consentito la vita normale fuori dall’ospedale. Ci sembrava una realtà in sé perseguibile ed adeguata. Ma ben presto scoprimmo che accogliere era ben altro!”. Il racconto di un percorso ventennale. Un percorso di crescita che ha toccato con mano quanto una relazione umana, attenta, profonda e singolarmente rivolta, sia il vero senso dell’accoglienza e faccia parte del successo terapeutico. Un percorso che, tuttavia, va alimentato ogni giorno “curando” e accompagnando anche gli operatori.

Per far crescere un sistema così complesso, la rete delle professionalità e delle esperienze ci sembra la via da perseguire: unendo il contributo dei diversi attori. Malati e famiglie, medici e psicologi, associazioni e volontari. L’Associazione KIM sostiene con forza la nascita di un sistema integrato, di una rete sempre più sviluppata. E l’importanza di occasioni di scambio e lavoro comune, proprio come il convegno promosso da Moby Dick.