Musica Parole Segni

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Un evento speciale si svolgerà il prossimo mercoledì 23 ottobre, a partire dalle 20.00, presso il Conservatorio di Musica di Santa Cecilia in Roma, in via dei Greci 18. La Professoressa Raffaella d’Esposito, concertista di fama internazionale già insegnante presso il Conservatorio, terrà un concerto per pianoforte e voce recitante destinato alla raccolta di fondi a sostegno dei bambini ospitati dall’Associazione Kim. Un evento patrocinato dal Municipio Roma I Centro.

L’ingresso alla serata sarà ad offerta libera e fino ad esaurimento posti:  per prenotare o richiedere informazioni, contattate la segreteria dell’Associazione KIM scrivendo a segreteria@associazionekim.it o telefonando al numero 06 66514479 (dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 16.00).

Musica, parole, segni”, il titolo scelto per la serata: perché la musica sarà accompagnata dei gesti e dalla voce recitante di Pierfrancesco Ambrogio. Una ricetta speciale di solidarietà e condivisione per i bambini e le mamme di Kim.

“Le mie giornate, da quando ho ricordi, trascorrono in compagnia della musica” – ci ha raccontato la Professoressa d’Esposito – “amo la musica, ogni genere di musica”.
“Per il concerto ho scelto brani di compositori che mi hanno accompagnato in tutta la mia vita di concertista e di insegnante” – ha proseguito.

Fantasia e fuga in La minore di J. S. Bach, musicista di infinita creatività,
Sonata op.1 di A. Berg, compositore dal cantare caldo e romantico,
Scene Infantili di R. Schumann, creatore di dolci armonie,
Quadri di una esposizione di M. P. Musorgskij, autore dalle atmosfere musicali profondamente russe.

“In occasione delle mie visite all’Associazione mi ha colpito l’energia e l’entusiasmo di tutti coloro che operano al suo interno. Ovunque nella casa ho percepito una gioia diffusa soprattutto nei bambini di cui ho un ricordo felice e sereno” – ci ha confidato la Professoressa – “Il sogno del mio concerto per la KIM sta per diventare realtà e io ne sono molto felice perché, attraverso la musica che più di ogni altra cosa mi rappresenta, potrò dare il mio personale contributo a questa bella realtà di vita e di speranza”.