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La
tematica merita dei chiarimenti
terminologici, necessari per individuare
gli aspetti semantici ai quali riferire
le brevi note che seguono ed anche
perchè nella letteratura corrente spesso
vengono usati in modo non appropriato i
termini "interculturalità",
"multiculturalità" e "pluriculturalirtaà"
.
Seguendo
Filtzinger - "Interculturalità come
principio educativo per una società
multiculturale", 1992, IRRSAE Toscana -
per interculturalità si intende la
"risposta educativa e relazionale in una
società multietnica e multiculturale",
cioè un progetto pedagogico ed educativo
che superi ogni forma di antagonismo o
di contrapposizione tra sistemi e valori
culturali di etnie diverse.
La
pedagogia interculturale è soprattutto
pedagogia relazionale cioè del
riconoscimento dell'alterità, il cui
cardine è appunto rappresentato dalla
valorizzazione e dal rispetto dell'altro
all'interno di un processo di
integrazione sociale e/o scolastica. In
altri termini, la dialettica
interculturale è essenzialmente rapporto
interpersonale fondato sul principio di
reciprocità che dà senso alla identità
ed alla differenza sia personale che
culturale e, quindi, all'accettazione
reciproca.
Quando
mancano rapporti di reciprocità e di
comunicazione reciproca, la relazione
con l'altro diventa "asimmetrica" cioè
l'io diventa estraneo a se stesso ed al
suo simile e si allontana dal rapporto
"essere verso, con e per l'altro".
Il
principio di reciprocità vive della
dinamica dialettica di identità e
alterità: nessuno si attribuisce una
identità senza essersi riconosciuto
nell'altro ed essere stato riconosciuto
dall'altro. L'identità e l'alterità
vanno considerate in coppia, sono
complementari, coesistono nella persona
ed evidenziano l'esigenza "che
istituisce l'altro come il mio simile e
me stesso come il simile dell'altro" (Paul
Ricoeur, Il tripode dell'etica, 1991).
La
pedagogia interculturale, in sintesi, ci
fa capire la diversità come valore,
l'esigenza di offrire pari opportunità,
la necessità di proporre ai soggetti di
diversa etnia ospiti nel nostro paese
concrete opportunità educative,
uguaglianza e diritto allo studio ed
alla formazione umana e culturale. Tali
proposte formative sono possibili in
ambiti in cui si vive il senso
dell’accoglienza con un diffuso clima
positivo, con attenta socializzazione
stimolata dal personale e dove la
comunicazione e il coinvolgimento di
ragazzi e adulti - testimoni viventi di
culture "altre" - nel processo formativo
diventano un valore aggiunto alla
specificità dei compiti istituzionali
previsti: centri di accoglienza, scuole,
associazioni.
Un
possibile curricolo didattico dovrebbe
prevedere:
a.
sul piano
organizzativo:
-
l'istituzione di laboratori, atelier,
angoli box... dove attivare gruppi di
lavoro, ricerche, tradizioni, ambienti
antropologici, costumi e cerimonie
(battesimi, matrimoni ecc.)
-
l'arricchimento della biblioteca con
testi relativi alle diverse etnie
culturali, con album, film di
avvenimenti storico-antropologici, di
costume, ecc.
b.
sul piano
affettivo
- la
considerazione degli aspetti positivi
della cultura di provenienza, in modo
che i soggetti ospitati possano cogliere
i valori della civiltà di origine
individuando somiglianze e differenze
fra culture diverse
-
l'educazione al rispetto dell'altro
sesso e del pluralismo religioso al fine
di evitare pregiudizi e stereotipi
c.
sul piano
conoscitivo
-
attività, letture di testi o documenti
che portino alla conoscenza di
avvenimenti storici, di località
geografiche, di elementi rappresentativi
della cultura e della civiltà dei paesi
di provenienza
-
procedure finalizzate all'assunzione di
responsabilità, all'adozione di
comportamenti improntati alla
comprensione, alla tolleranza ed alla
non violenza
- lo
studio dei diritti del bambino e
dell'uomo
- la
conoscenza degli aspetti diversi delle
confessioni religiose proprie
d.
sul piano
didattico
- la
proposta degli insegnamenti con la
metodologia della ricerca e della
scoperta
-
l'utilizzazione della lezione espositiva
con illustrazioni e materiali
audiovisivi
- la
presentazione di argomenti sul piano
interculturali
-
l'adozione
del modello educativo integrato che
possa chiamare in causa direttamente i
soggetti interessati o, se possibile,
genitori e/o adulti che possano
illustrare o integrare con esperienze
dirette, argomenti di carattere
disciplinare o antropologico.
Tale
percorso educativo(o progetto) ha per
finalità l'educazione interculturale
come "lo sforzo a vivere la universalità
dei valori nella diversità delle
culture" (Carmela Di Agresti, Società
multiculturale e problematiche
educative, 1992).
Mario
Pappa |