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                                        numero in corso

UNA RISPOSTA PEDAGOGICA ALLA SFIDA DELL'INCONTRO FRA CULTURE DIVERSE

di Mario Pappa

 

La tematica merita dei chiarimenti terminologici, necessari per individuare gli aspetti semantici ai quali riferire le brevi note che seguono ed anche perchè nella letteratura corrente spesso vengono usati in modo non appropriato i termini "interculturalità", "multiculturalità" e "pluriculturalirtaà" .

Seguendo Filtzinger - "Interculturalità come principio educativo per una società multiculturale", 1992, IRRSAE Toscana - per interculturalità si intende la "risposta educativa e relazionale in una società multietnica e multiculturale", cioè un progetto pedagogico ed educativo che superi ogni forma di antagonismo o di contrapposizione tra sistemi e valori culturali di etnie diverse.

La pedagogia interculturale è soprattutto pedagogia relazionale cioè del riconoscimento dell'alterità, il cui cardine è appunto rappresentato dalla valorizzazione e dal rispetto dell'altro all'interno di un processo di integrazione sociale e/o scolastica. In altri termini, la dialettica interculturale è essenzialmente rapporto interpersonale fondato sul principio di reciprocità che dà senso alla identità ed alla differenza sia personale che culturale e, quindi, all'accettazione reciproca.

Quando mancano rapporti di reciprocità e di comunicazione reciproca, la relazione con l'altro diventa "asimmetrica" cioè l'io diventa estraneo a se stesso ed al suo simile e si allontana dal rapporto "essere verso, con e per l'altro".

Il principio di reciprocità vive della dinamica dialettica di identità e alterità: nessuno si attribuisce una identità senza essersi riconosciuto nell'altro ed essere stato riconosciuto dall'altro. L'identità e l'alterità vanno considerate in coppia, sono complementari, coesistono nella persona ed evidenziano l'esigenza "che istituisce l'altro come il mio simile e me stesso come il simile dell'altro" (Paul Ricoeur, Il tripode dell'etica, 1991).

La pedagogia interculturale, in sintesi, ci fa capire la diversità come valore, l'esigenza di offrire pari opportunità, la necessità di proporre ai soggetti di diversa etnia ospiti nel nostro paese concrete opportunità educative, uguaglianza e diritto allo studio ed alla formazione umana e culturale. Tali proposte formative sono possibili in ambiti in cui si vive il senso dell’accoglienza con un diffuso clima positivo, con attenta socializzazione stimolata dal personale e dove la comunicazione e il coinvolgimento di ragazzi e adulti - testimoni viventi di culture "altre" - nel processo formativo diventano un valore aggiunto alla specificità dei compiti istituzionali previsti: centri di accoglienza, scuole, associazioni.

Un possibile curricolo didattico dovrebbe prevedere:

a. sul piano organizzativo:

- l'istituzione di laboratori, atelier, angoli box... dove attivare gruppi di lavoro, ricerche, tradizioni, ambienti antropologici, costumi e cerimonie (battesimi, matrimoni ecc.)

- l'arricchimento della biblioteca con testi relativi alle diverse etnie culturali, con album, film di avvenimenti storico-antropologici, di costume, ecc.

b. sul piano affettivo

- la considerazione degli aspetti positivi della cultura di provenienza, in modo che i soggetti ospitati possano cogliere i valori della civiltà di origine individuando somiglianze e differenze fra culture diverse

- l'educazione al rispetto dell'altro sesso e del pluralismo religioso al fine di evitare pregiudizi e stereotipi

c. sul piano conoscitivo

- attività, letture di testi o documenti che portino alla conoscenza di avvenimenti storici, di località geografiche, di elementi rappresentativi della cultura e della civiltà dei paesi di provenienza

- procedure finalizzate all'assunzione di responsabilità, all'adozione di comportamenti improntati alla comprensione, alla tolleranza ed alla non violenza

- lo studio dei diritti del bambino e dell'uomo

- la conoscenza degli aspetti diversi delle confessioni religiose proprie

d. sul piano didattico

- la proposta degli insegnamenti con la metodologia della ricerca e della scoperta

- l'utilizzazione della lezione espositiva con illustrazioni e materiali audiovisivi

- la presentazione di argomenti sul piano interculturali

-         l'adozione del modello educativo integrato che possa chiamare in causa direttamente i soggetti interessati o, se possibile, genitori e/o adulti che possano illustrare o integrare con esperienze dirette, argomenti di carattere disciplinare o antropologico.

Tale percorso educativo(o progetto) ha per finalità l'educazione interculturale come "lo sforzo a vivere la universalità dei valori nella diversità delle culture" (Carmela Di Agresti, Società multiculturale e problematiche educative, 1992).

 

Mario Pappa


 

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