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LA SPERANZA DI SHPRESAdi Marinella Amato
Nel 1997 Alsa aveva quattro anni, era una bambina affettuosa e piena di vita, una di quelle che non stanno mai ferme. In una mattina come tante Alsa iniziò la giornata correndo incontro al nonno che stava preparando la colazione per la famiglia: fu così che una pentola di latte bollente cambiò il corso della vita di una bambina e della sua famiglia. La piccola Alsa finì in ospedale con il viso, il collo ed il torace orribilmente straziati: entrò così a far parte dell’incredibile numero (si parla di milioni l’anno nella sola Europa) delle vittime di incidenti domestici. La famiglia di Alsa viveva (e vive tuttora) a Bushat, un piccolo centro agricolo a nord dell’Albania, vicino a Scutari e nell’ospedale di questa città fu portata la piccola in fin di vita. I medici non dettero molte speranze di sopravvivenza ai familiari: la salvezza venne invece da un uomo che curava le ustioni con le armi della medicina “popolare”, che veniva introdotto furtivamente in corsia e riuscì, con i suoi rimedi miracolosi, a ridurre le infezioni e a salvare il viso ed il collo della bimba. A lui Alsa deve il suo bel viso che nulla fa sospettare le piaghe che devastano invece il torace. Fu presto chiaro che a Scutari nessun medico era in grado di aiutare la piccola paziente. Era sopravvissuta ma avrebbe dovuto attendere di compiere sedici anni per poter affrontare un intervento di chirurgia plastica ricostruttiva. E comunque non in Albania. “Furono anni tremendi, trascorsi nel disagio e nel dolore di vedere crescere mia figlia bella, brava e studiosa ma privata di una completa vita sociale con i suoi coetanei”. Sono questi i ricordi di Shpresa, la bella e giovane mamma, una donna coraggiosa e sempre attiva che ha lasciato a Bushat una casa, un marito ed una figlia di 13 anni per essere vicina ad Alsa. “Siamo stati una famiglia unita dall’amore per nostra figlia e questo amore ci ha dato la forza di attendere fiduciosi il momento in cui Alsa sarebbe venuta in Italia. In questi anni lei è sempre stata consapevole del fardello di sofferenza, che ha portato in silenzio e con dignità e non ha mai cercato la pietà altrui”. E noi diamo pienamente ragione a Shpresa, che tutti alla Casa di Kim chiamano Speranza: Alsa è proprio come lei la descrive, piena di vita e desiderosa di amare e farsi amare. Il sogno di Alsa di essere una ragazza “normale” si realizzerà nell’arco di due anni: saranno anni lunghi e impegnativi perché deve affrontare continui interventi ricostruttivi. Tutto questo è possibile grazie alla Regione Lazio, che l’ha inserita nel suo piano sanitario per i cittadini stranieri, e allo staff dell’Ospedale Bambin Gesù. E alla Casa di Kim che ha accolto madre e figlia per permettere la realizzazione di un sogno che in Albania non avrebbe mai potuto essere realizzato. Dopo un periodo passato in Via di Villa Troili, da pochi giorni Alsa e Speranza si sono trasferite in un appartamento tutto loro messo a disposizione dal nostro amico don ………., parroco di Nazzano, che si è impegnato a sostenere insieme alla comunità parrocchiale il piccolo nucleo familiare (v. articolo a pag…., ndr) . Il distacco dalla Casa di Kim non è stato indolore per Alsa e Speranza: “Mi sono trovata molto bene con voi perché tutti mi amate e mi stimate – ha detto la mamma salutandoci - Sono molto grata alla comunità che ci accoglie ma un po’ di timore lo abbiamo”. Il trasloco si è reso necessario perché l’Associazione Kim deve rispondere alle richieste di intervento immediato che arrivano da ogni parte del mondo e deve trovare soluzioni alternative quando si presentano casi di soggiorni molto lunghi. Fortunatamente a volte si incontrano compagni di strada comprensivi e generosi, proprio come don……, al quale va il nostro più sincero ringraziamento. Il nostro legame con Alsa non si interrompe con il trasferimento: la sua salute e le sue cure continuano ad essere un nostro preciso impegno, così come la sua serenità e la sua crescita. In attesa del lieto fine, che stavolta ci sarà. E’ solo questione di mesi e la speranza di Shpresa sarà realtà.
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