Ci chiedono di vivere

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“Combattiamo ogni giorno per dare ai bambini malati ciò che ci chiedono: un futuro”. Lo dice Corrado Roda, coordinatore della Casa di KIM, a cui abbiamo chiesto un commento e una previsione sulla situazione nel centro d’accoglienza.

“In questo momento stiamo accogliendo 7 bambini, di cui 2 sono ora ricoverati. Di fatto – ha spiegato – la pandemia ha congelato per molto tempo arrivi e partenze. Dallo scorso settembre qualcosa si è mosso con l’arrivo di due bambini, rispettivamente dall’Etiopia e dal Burundi, ma i numeri di chi attende il nostro aiuto sono in costante crescita.
Intanto, in Casa di KIM, continuiamo a mettere al primo posto la sicurezza dei bambini, delle loro mamme e dei volontari, rispettando ogni disposizione e misura di prevenzione, dal distanziamento al lavoro da casa ove possibile. Siamo stati costretti a diminuire la ricettività portando da 14 a 10 le stanze disponibili per poter garantire alti standard. L’utilizzo di mascherine da parte di tutti è diventata prassi comune, anche per i bambini. Abbiamo imparato a sorridere con gli occhi, cercando quelle parole di rassicurazione che gli ospiti, nel confidarci dubbi o paure, ci chiedono. Viviamo la criticità del momento a più livelli: da una parte abbiamo dovuto rinunciare a una caratteristica peculiare della nostra Casa, ovvero l’andirivieni di persone che si affacciavano alla porta per portare e ricevere allo stesso tempo. Dall’altra, soprattutto, siamo consapevoli che tutte le altre malattie continuano a colpire bambini ad ogni angolo di terra e la pandemia di questo ormai lungo periodo, non fa altro che aumentare le difficoltà.