Noi, genitori di tutti

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A Capodrise, in provincia di Caserta, nella Terra dei Fuochi, l’8 febbraio scorso una delegazione della KIM, composta da Bernadette Guarrera, Salvatore Rimmaudo, Corrado Roda e Isabella Rimmaudo, ha incontrato le mamme dell’Associazione “Noi genitori di tutti” Onlus presso Casa Nogaro, un bene confiscato alla Camorra e dato in gestione al gruppo AGESCI Capodrise 1.

È stato un incontro tra due case e tra le persone che le vivono, in un territorio in cui per tanti anni la camorra ha bruciato a cielo aperto rifiuti tossici, con conseguenze gravissime per l’ambiente e la salute dei residenti. Una terra avvelenata che a sua volta ha avvelenato e fatto ammalare ignari cittadini e fra loro tanti bambini. A Casa Nogaro abbiamo ritrovato e riabbracciato i ragazzi che questa estate hanno scelto di dedicare le loro vacanze a servizio della KIM. Questi giovani meravigliosi con estremo coraggio hanno preso possesso di una casa confiscata alla camorra e ne hanno fatto uno spazio bellissimo, dove il nero del malaffare ha lasciato spazio ai colori che si esprimono nei magnifici murales che adornano le pareti. Sono loro i custodi di questo luogo che è aperto a bambini e ragazzi delle scuole per imparare attraverso delle visite didattiche che nonostante il malaffare esiste una comunità stretta intorno al bene e grazie al loro impegno tra quelle mura ora si respira aria di inclusione e di coraggio.
In Casa Nogaro abbiamo trovato il capo di un filo che ci aspettava…lo prendiamo nelle nostre mani perché diventi parte di una rete per unire le forze ed è stato un onore incontrare le mamme dell’Associazione “Noi genitori di tutti”. Con loro, noi ci siamo dovuti fermare e trattenere il respiro. Le loro storie ci hanno profondamente colpito, storie di dolore quelle ascoltate da Marzia e Luisa che, a causa dei roghi tossici e dell’inquinamento che ha coinvolto tutto il territorio, hanno visto ammalare e morire i loro figli. Donne che hanno pagato un prezzo molto alto e non vogliono arrendersi sentendosi madri di tutti quei bambini che quelle terre le abitano e che con il loro attivismo (appelli, esposti e manifestazioni) fanno in modo giorno dopo giorno che questa situazione non venga dimenticata. Donne che sono riuscite a trasformare una grande perdita in fiori di speranza, riscattando la loro terra e impegnandosi in prima persona per un futuro migliore.
Dopo aver ascoltato le loro parole, ci siamo interrogati sul tipo di aiuto e di collaborazione che KIM potrebbe offrire. Molte mamme da queste terre lasciano le loro case per portare i figli a curarsi in ospedali fuori regione. Noi che abbiamo la “missione di accogliere” le abbiamo invitate a venirci a trovare per conoscere la nostra realtà. Saremmo ben felici di poter ospitare e sostenere nel percorso chi dovrà venire a Roma per trovare le migliori cure.
Vogliamo essere vicini a chi si ribella alle ingiustizie, tendere la mano e calpestare con forza ogni sopraffazione. Non vogliamo voltarci ma guardare bene in faccia le storie incontrate per dare risposte a chi pone domande e per essere parte attiva in una società che ha enorme bisogno di risposte.
Lo dobbiamo a tutte le mamme che piangono lacrime dello stesso sapore.