Vi scrivo per mio figlio

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“Vi scrivo per mio figlio: è malato di leucemia, ma qui non possono fare più niente per lui. Aiutateci”.   
Riceviamo quasi ogni giorno richieste come questa: madri e padri che chiedono di poter curare un figlio. Spesso hanno già percorso strade che si sono rivelate inutili e hanno quasi perso la speranza. Da qui in poi incomincia il nostro lavoro. Una corsa contro il tempo e la malattia che avanza.

“Il Covid – spiega Corrado Roda, che coordina il centro d’accoglienza – ha complicato e rallentato tutto ed è una situazione davvero difficile anche per noi: ogni giorno aggiungiamo un bambino o una bambina alla lista di chi ci chiede aiuto. Nome, età, patologia. Ognuno ha alle spalle una storia di grande sofferenza a cui vorremmo dare subito una risposta. In questo momento in Camerun, Senegal, Marocco, Libano, Iraq, Albania ed Italia 23 famiglie stanno aspettando e contano su di noi. E domani, saranno ancora di più. Non riusciamo a starci dietro”.

Noi ce la mettiamo tutta per non deludere la loro speranza. Ma abbiamo bisogno di te per garantire a tutti i bambini il diritto di essere curati!